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DEMOCRATISMO SOCIALISMO MARXISMO



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Descrizione

Luigi Vinci
DEMOCRATISMO SOCIALISMO MARXISMO
Per un marxismo e un
socialismo del XXI secolo

Aprire l’“asse” teorico Lenin-Gramsci-Lukács al confronto, reciprocamente critico, con le culture liberali-democratiche e democratico-socialiste del Novecento e di questo scorcio di Duemila, avendo a obiettivi il più avanzato universalismo democratico e il contrasto aperto alla catastrofe globale nella quale il capitalismo sta gettando il pianeta.
Aprirsi all’insieme delle questioni etiche, gnoseologiche, prasseologiche, epistemologiche, politiche orientate alla migliore cognizione delle formazioni sociali, del conflitto di classe, di quello di genere, delle domande delle popolazioni oppresse, quindi orientate all’adeguatezza e alla completezza degli obiettivi assai complessi di un passaggio di sistema.

Queste frasi sono quanto di meglio mi sia riuscito nel tentativo di definire l’intenzione di base di questo testo. Esso esprime anche una sorta di bilancio del mio itinerario politico, avviato a fine 1953, avevo compiuto i quattordici anni e mi ero appena iscritto alla Federazione Giovanile Comunista Italiana. Da allora sono sempre stato comunista, e mi ritengo in cuor mio tuttora tale, benché la parola nel frattempo si sia estremamente logorata, sia alla ricerca di una sua più valida sostituzione e sia bene che ciò riesca ad avvenire, possibilmente con la medesima capacità di evocare, di emozionare e di attivare il meglio negli esseri umani che un tempo aveva, in Italia e nel mondo.
Gli scritti riportati in questo testo hanno consistenza eterogenea: alcuni sono estesi, altri hanno consistenza ridotta. Linguaggio e stili espressivi non sono omogenei e a volte risultano inutilmente complicati. Non escludo affatto, oltre ai refusi, errori di varia portata e natura. Il problema che al momento di avvio di questo scritto avevo del tutto sottovalutato è la sua richiesta infinita di aggiunte. Per alcuni aspetti sostanziali esso è in realtà una sorta di diario. Ma a un certo momento mi sono costretto a chiudere, anche perché la mia capacità lavorativa in questi ultimi tre-quattro anni si è molto ridotta. Gli eventuali lettori noteranno come abbia introdotto in questo testo scritti che tendono ad andare più o meno estesamente oltre le intenzioni di base. La giustificazione di ciò è semplicemente la mia perdurante curiosità nei confronti di un sacco di cose. I lettori noteranno senz’altro il mio eccesso di meticolosità in sede di cenni biografici relativi a figure, organizzazioni, correnti di pensiero, momenti storici o politici. Il fatto è che la sostanziale totalità di ciò che essi hanno rappresentato è stato escluso, anche quando fosse relativamente recente, dalla possibilità di sopravvivere e, nei suoi stessi errori, di insegnare. Si tratta di uno dei tratti più preoccupanti della contemporaneità, quello della sua staticità atemporale e aspaziale, quindi del suo drammatico vuoto, denunciati da Bauman. Può quindi tornare utile a qualche lettore sapere di loro.

Luigi Vinci è stato un protagonista della storia della nuova sinistra italiana, prima in Avanguardia Operaia e poi in D mocrazia Proletaria. Per dieci anni è stato parlamentare europeo
per il Partito della Rifondazione Comunista. Per le Edizioni Punto Rosso ha pubblicato diversi libri, tra cui Il problema di Lenin (2014) e Bivio europeo (2017).

Pagg. 906, 30 euro.






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